7 PUNTI IN 7 GIORNI: L'EUROPA CHE NON HO
  • Un futuro senza Europa è impensabile. Come si rilancia, in un momento di crisi, la costruzione europea? Come si cambia l’Europa per renderla sempre più rivolta alla crescita e al miglioramento delle condizioni di vita dei suoi cittadini? Nel futuro dei giovani, nell’orizzonte ideale delle giovani generazioni, ci sono gli Stati Uniti d’Europa?
  • Difficile dire come si rilancia un'Europa che ha il torto di essere stata costruita dal tetto e non dalle fondamenta. Certamente, è stato fatto ciò che le condizioni generali consentivano, ma ora la sola unione monetaria non basta più. Gli Stati Uniti d'Europa sono una idea ed una meta, ma certamente non lo sono per l'oggi. Certamente, si potrebbe cominciare (continuare?) a lavorare per crearli, con un sempre maggiore coordinamento almeno nelle politiche economiche, non solo monetarie, ma anche, ad esempio, nel settore della difesa, in quello della politica estera, con rappresentanti autorevoli (chiedo scusa, ma Lady Asthon è quanto di meno adeguato vi sia!), e con idee chiare e condivise (e con procedure rapide di decisione). Sarebbe necessario, inoltre, una maggiore visibilità democratica della UE, anche con l'elezione di un Presidente (non chiamiamolo Alto Rappresentante per favore!) della stessa UE, che indichi l'esistenza di qualcosa che vada oltre la "semplice" burocrazia di Bruxelles che non riesce, e non può, far sentire come propria ai cittadini questa Unione tanto lontana.
  • Penso che ora una buona idea è quella che il presidente della Commissione Europea e quello del Consiglio siano la stessa persona. In prospettiva dovrebbe essere eletto almeno dal Parlamento Europeo.
  • Stati Uniti d'Europa? Se mai accadrà saremo morti da decenni.
    Ciò che identifica un popolo è la lingua. è la lingua che consente di comunicare, condividere idee e pensieri. L'Europa è linguisticamente troppo frammentata per essere "sentita" vicina da tutti.. dal popolo europeo, quello a cui si aspira.
    Per ora l'Europa è degli addetti ai lavori.

  • Il problema sollevato da Fabiola mi sembra importante perché sta alla base. Se crediamo nell'Europa, se vogliamo un'Europa unita e diffusa tra il popolo, allora mettiamo tutti nelle condizioni di "capire" l'Europa senza intermediari linguistici. Che ci sia una lingua e che questa lingua venga insegnata nelle scuole come disciplina importante tanto quando la letteratura italiana, la matematica, o le materie di indirizzo dei licei, dei professionali... facciamo in modo gli studenti colgano l'importanza del sentire e capire l'Europa. Riconoscerla come qualcosa di "proprio" e non distante. Che ci siano esami duri di lingua, lettura di giornali, libri, documenti. La scuola pubblica non aiuta, per imparare una lingua straniera oggi bisogna ricorrere a vancanze studio, soggiorni all'estero, scuole private. Ma non tutti possono permettersi questi lussi.
  • Concordo con te Andrea ormai da mamma, diplomata maestra elementare, laureata in sociologie e laureata in lingue...non ho più grandi aspettative nella scuola...troppo è lasciato all'autonomia degli insegnanti...troppo è lasciato al ruolo delle famiglie...
    se una volta LA SCUOLA era l'elemento portante della cultura di un ragazzo ora ...la scuola...è uno degli elementi...e non sempre positivo...spesso frustrante
    Vecchissimi i piani dell'offerta formativa, raramente contestualizzati con il tessuto sociale e le aspettative socio economiche del territorio
    Con una attenzione particolare verso la scuola secondaria di primo grado (medie) si studiano due lingue straniere poco ...e male
    Non sarebbe stato meglio puntare su una lingua potenziandola?
    Che dire
    Non sono contraria alla scuola privata /paritaria
    ma da cittadina
    pretendo una scuola pubblica all'altezza
    e chiedo garanzie di diritto allo studio per tutti
    cosa che ora non è
    Per il ruolo che occupo, professionalmente, seguo i contributi per il diritto allo studio...vi assicuro che ci troviamo davanti a famiglie in cui l'acquisto dei testi scolastici sta diventando un lusso che non possono più sostenere
    Quale futuro vogliamo per i nostri figli?
    Se non investiamo nell'istruzione e formazione non investiamo nella crescita per il nostro Paese.
    Recentemente, per lavoro, mi sono trovata in Slovenia, un referente del sistema scolastico mi ha riferito queste parole: ...nella scuola noi dobbiamo fare emergere quello che gli studenti sanno...e non cercare quello che non sanno
    Parole che vogliono riassumere un sistema di studio e formazione all'avanguardia, non per niente la Slovenia ha una dispersione scolastica pari quasi allo zero....in Italia, purtroppo non è così
  • in questo momento di grande crisi...economica...politica...di ruoli e valori ho ideato questo acronimo:
    S.A.N.I. - Siamo Anche Noi Italiani
    Noi: persone personalmente e professionalmente oneste a disposizione di un Paese che fatica a "riconoscerle" e ad investire su di esse
  • Concordo con la lingua unica, e come diceva Cattaneo: "Quando le nazioni tendono ad avvicinarsi, ad avere qualcosa in comune, il commercio, le leggi, la scienza; devono iniziare a mettere da parte le vecchie discordie e stringere un patto di fratellanza, sottomettendosi ad un unico codice di un'unica giustizia".

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