7 PUNTI IN 7 GIORNI: BENEDETTE DONNE
  • Un’Italia e un’Europa che scommettono di più sui giovani e soprattutto sulle giovani donne crescono di più e meglio.
    Più ragazze al lavoro con possibilità di crescita (e soprattutto meglio pagate) è un punto fondamentale per una politica di crescita. L’Unione Europea ha lanciato degli obiettivi per accompagnare le politiche di sviluppo: misure per conciliare tempi di vita e lavoro, aumento dell’occupazione femminile, vera parità salariale e pari opportunità nell’accesso al lavoro.
    Come si realizzano un’Europa e soprattutto un’Italia al femminile ?
  • " Il Senato dà il primo via libera alla riforma del lavoro, che prevede anche norme tese al “definitivo superamento per ciascun settore lavorativo del divario retributivo tra uomini e donne”. Divario che dovrà scomparire entro il 2016".

    è già qualcosa. Certo il fatto che la parità retributiva si debba discutere in Senato la dice lunga sulla fatica che le donne fanno per "stare al mondo".

  • non mi convince l'enfasi che si dà sulle quote rosa nei cda, che i vostri parlamentari come la Mosca seguono in grande misura. Io non ho mai sentito una lavoratrice licenziata o una disoccupata lamentarsi di una cosa del genere. Bisogna andare in basso dando diritti e reddito, non facendo operazioni di potere in rosa
  • non sono dannose ma non servono a nulla. Un po' come la riforma del mercato del lavoro uscita dal Senato. Detto questo le discriminazioni esistono. Chiunque lavori lo sa. Le donne fanno più fatica. Lo dico da maschio
  • Non sono femminista...e sono sempre stata allergica alle quote rose intese come "riserve di caccia" ma a malincuore mi sono resa conto che le donne troppo spesso non votano per le donne e che gli uomini molto volentieri non lasciano spazio alle donne, specie a quelle in grado di ragionare e che fin dall'inizio non si dichiarano disponibili ad essere manovrate
    Quanto allo slogano ...spazio alle donne....è banale commentare, forse, precisando che non ci può essere impegno per le donne se non si investe nel welfare e nel servizio pubblico alle famiglie....specie a quelle monoparentali dove le donne, e chi vi parla vive questa esperienza, spesso rischiano di trovarsi in trappola nella loro stessa vita
  • - politiche premianti per le aziende con un buon welfare aziendale, che premino la conciliazione dei tempi, il telelavoro, che offrano opportunità per le mamme (come i nidi o i servizi di accompagnamento a scuola)

    - microcredito e formazione per le donne che vogliono aprire un'attività, ma che non hanno sufficienti risorse o che dipendono esclusivamente da quelle del marito

    - creazione di cultura rispetto alle potenzialità delle donne (pubblicità, formazione, ...)
  • Lo spostamento in avanti del traguardo pensionistico determina per le famiglie composte da genitori giovani enormi difficoltà nel conciliare i tempi del lavoro e della famiglia.
    I nonni sono costretti a lavorare, i servizi come asilo nido, baby parking,... sono sempre più cari...
    Quali soluzioni potrebbero aiutare a sanare questa crescente difficoltà?
    Il part - time si è rivelato una soluzione per far fronte alla riduzione di lavoro! quali interventi riformatori dovrebbero essere previsti per favorire tale soluzione temporale, non come ripiego, ma con la prospettiva di conciliare famiglia e lavoro, garantendo contributi previdenziali continui e completi per il futuro delle generazioni, dal punto di vista lavorativo e pensionistico?
  • Io non sono per gli interventi riformatori. Si tratta di scelte che devono fare le singole aziende/enti/istituzioni. E' ampiamente dimostrato che laddove c'è un buon livello di welfare aziendale i risultati sono migliori.

    Ritengo però che nessuno debba essere costretto a fare scelte giuste. Se così fosse vivremmo in uno stato etico e nessuno eserciterebbe più la propria responsabilità. Per questo non sono d'accordo con Lella Golfo e la legge sui CDA.

    Quello che bisogna fare non è imporre atteggiamenti virtuosi, ma premiarli. Alle aziende che offrono soluzioni che vengono in contro alla famiglia (come il part - time), si potrebbero offrire corsi di formazione gratuita o servizi di altra natura utili alla singola realtà. Oppure si potrebbero offrire incentivi monetari: riduzione di parte del costo del lavoro, garanzie reali/patrimoniali nell'accesso al credito.

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