Facciamo impresa
  • Secondo i dati di Unioncamere, nel 2010 un quarto delle 213.000 nuove imprese italiane (al netto quindi di nuove registrazioni dovute a cambiamento di forma giuridica o localizzazione) sono state create da under 30 e, nel sondaggio effettuato da Termometro Politico per il primo incontro di Italia110 “Cambiare l’aria per non cambiare aria”, tenuto a Roma il 9 giugno 2011, si manifesta un’attenzione significativa per l’imprenditoria giovanile. Allo stesso tempo, secondo una recente indagine condotta da Eurobarometro , i giovani italiani sono i meno propensi in Europa ad avviare una propria attività imprenditoriale (27%, contro una media Ue del 43%).

    E' un problema di mentalità e cultura (ma allora come spiegare la miriade di piccole imprese che caratterizzano il nostro tessuto produttivo?) oppure di incentivi e quadro istituzionale? Cosa si puo fare per stimolare l'imprenditorialità giovanile? Il Governo Monti ha cominciato con la Srl a 1 euro e il regime agevolato per le partite IVA under 35. Sono buone idee? Cos'altro si puo fare?
  • Creare una start up non è facile. Io ho 23 anni e, con alcuni amici, sto cercando di crearne una.

    La prima difficoltà che si incontra è quella di trasformare una visione in un progetto, la seconda è quella di trovare i finanziamenti, la terza è rappresentata dalla burocrazia, la quarta dall'ingresso e dalla permanenza nel mercato.

    In tutte queste difficoltà, lo Stato può dare una mano, sia con i corsi di formazione, sia con i bandi pubblici, sia snellendo il sistema e sia aiutando le imprese giovani a rimanere nel mercato. Può, certamente. Ma non è la strada più giusta.

    A mio avviso lo Stato dovrebbe fare due semplici cose:
    - semplificare (bene la s.r.l semplificata) e togliere gli ostacoli che disincentivano e che spesso addirittura sono causa di abbandono del mercato.
    - incentivare i privati a fare il lavoro di assistenza nelle difficoltà di cui prima si parlava. Ci sono enti di ricerca, associazioni, fondazioni, che animano il nostro tessuto sociale e che offrono servizi ai giovani e che offrono opportunità ai giovani imprenditori. Sono questi corpi intermedi che vanno sostenuti che vanno massimamente incentivati.

    Incentivare significa premiare (con riduzione dei costi o addirittura con premi monetari o altro ancora), quei corpi intermedi che dimostrano la loro utilità sociale.

    Si esce dalla crisi con la responsabilità. Non si può delegare allo Stato tutto quanto. Lo Stato è l'Italia, l'Italia siamo noi, noi siamo la società. Prendiamoci le nostre responsabilità.

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