GIOVANI AL SUD: ATTORI DELLO SVILUPPO
  • I giovani e le difficoltà sono temi che assumono una dimensione amplificata nel Mezzogiorno e in particolare in Sicilia.
    L’inoccupazione, la scarsa scolarizzazione e la dispersione scolastica, il lavoro che manca e le prospettive che non si creano:
    in Sicilia, i NEET rappresentano il 33,5% dei giovani tra 15 e 29 anni; su 319mila Neet, 221mila sono inattivi (61,4%) e 98mila disoccupati (38,6%).
    Molti vivono condizioni di lavoro precarie, al limite con il rispetto della dignità umana, si scontrano con l’annoso problema della burocrazia e dei vecchi processi che rallentano lo sviluppo, tanti, troppi, emigrano.

    Sono temi che ci riguardano da vicino per i quali occorre avanzare proposte per le possibili soluzioni:
     Investire nella formazione di qualità, costruire azioni strutturate di alternanza scuola-lavoro, per creare professionalità rispondente alle esigenze del mercato del lavoro.
     Educare i giovani alla partecipazione e alla responsabilità delle scelte, favorire le politiche di inclusione sociale e diffusione della legalità a sostegno delle famiglie in difficoltà di contraSto al gap culturale che attanaglia i ceti meno abbienti.
     Avviare politiche vere di controllo che riguardano il sommerso e l’inosservanza dei contratti di lavoro, E utilizzare validi e rinnovati strumenti contrattuali in un mercato del lavoro globalizzato.
     Creare le opportunità di lavoro a partire dal territorio, generare politiche e relazioni tra pubblico e privato per favorire gli investimenti in infrastrutture per la mobilità e le comunicazioni, servizi per l’insediamento di nuove realtà imprenditoriali.
     Creare le condizioni per favorire il rientro dei talenti dall’estero e valorizzare le esperienze maturate da mettere a frutto per l’intero paese.
     E’ il momento di investire su una nuova cultura del lavoro, delle priorità, di costruire azioni propedeutiche per determinare lo sviluppo e la crescita economica.

    Attraverso quali azioni la politica intende scegliere, in una quadro di ricambio generazionale, la direzione verso cui andare nei prossimi anni, rispetto alla tutela dell’ambiente e del territorio, alla rivalutazione del ruolo della cultura, e a creare le condizioni per favorire l’insediamento e la crescita dell’impresa e del lavoro?






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