Ad ascoltare le posizioni e a confrontarsi  su questi temi emersi ci sono stati, insieme al Capo dello Stato, Carlo Dell’Aringa e Tiziano Treu, il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, Enrico Giovannini, Presidente dell’Istat, Maurizio Ferrera, professore Ordinario di Politiche Sociali e del Lavoro presso l’Università di Milano, Glenda Quintini, economista dell’OCSE. Il dibattito è stato moderato da Enrico Letta, Segretario generale dell'Arel.

Il dialogo promosso sulla Rete è stato così approfondito, dopo l’incitamento di Palermo del Presidente Napolitano ai giovani a “scendere al più presto in campo per rinnovare la politica e la società perché l’Italia ne ha bisogno”, con rappresentanze del Forum nazionale giovani; dei giovani sindaci dell’Anci; delle organizzazioni giovanili Cgil, Cisl, Uil, Ugl; delle associazioni dei giovani immigrati; dei giovani di Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, CNA, Confcooperative, Confesercenti; dei rappresentanti delle organizzazioni del Terzo settore e del volontariato; di studenti di diverse università italiane e di ricercatori CNR.

 

"Nel nostro paese la condizione giovanile sempre più critica con il dispiegarsi degli effetti della crisi globale"

"L'idea di questo incontro mi è stata suggerita dal moltiplicarsi dei dati e delle riflessioni su una condizione giovanile fattasi sempre più critica nel nostro Paese con il dispiegarsi degli effetti e delle successive tappe della crisi globale insorta nel 2008 negli Stati Uniti e propagatasi al resto del mondo come crisi finanziaria, successivamente concentratasi e caratterizzatasi nei paesi dell'euro, nell'Eurozona, come crisi del debito sovrano, ed, infine, divenuta crisi economica e sociale complessiva anche in conseguenza delle politiche di bilancio restrittive, delle scelte di risanamento e consolidamento fiscale adottate per far fronte alla pressione dei mercati finanziari sui titoli del nostro debito pubblico". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in apertura dell'incontro.

 

"Sui termini in cui si può parlare di condizione giovanile - perché anche questa, naturalmente, è una espressione problematica -, sugli aspetti che essa presenta, sui termini che si incrociano e sui modi per affrontarla, - ha aggiunto il Presidente Napolitano - in questi ultimi tempi molto è stato detto anche da giovani che sono intervenuti individualmente sulla rete o si sono espressi attraverso loro organismi rappresentativi. Perciò mi è sembrato utile un momento di riflessione, anche in questa sede, naturalmente senza incorrere in equivoci perché, come voi sapete, nel nostro ordinamento il Presidente della Repubblica non ha poteri esecutivi, non ha la responsabilità di compiere scelte di governo; le politiche pubbliche e, innanzitutto o in particolare, le loro espressioni legislative sono competenza esclusiva del Parlamento e delle Regioni e, per quel che riguarda le vere e proprie scelte di governo, esse sono state piuttosto oggetto di un recentissimo intervento del Presidente del Consiglio, professor Monti, qualche giorno fa in un incontro organizzato dal Forum Giovanile". 

"Però - ha rilevato il Capo dello Stato - l'ascolto, la riflessione, l'attenzione fanno parte delle responsabilità del Presidente della Repubblica in quanto rappresentante - come dice l'articolo 87 della Costituzione - dell'unità nazionale e quindi impegnato a raccogliere istanze comuni corrispondenti all'interesse generale del Paese e alle diverse sensibilità sociali presenti nella nostra comunità. Ho pensato che questo momento di riflessione potesse essere affidato a molti di voi e ho chiesto la collaborazione dell'Arel, un'Agenzia di storica rilevanza".